Nel mondo dell’interior design contemporaneo, la porta d’ingresso non è più solo un sistema di separazione o un presidio di sicurezza, bensì un elemento architettonico che dialoga con lo stile della casa, introduce il linguaggio degli interni e integra funzioni tecniche sempre più avanzate. Per questo motivo è naturale che l’ingresso segua e interpreti le tendenze dell’interior design, nei colori, nei materiali, nelle geometrie e nelle tecnologie, proprio come farebbero arredi, superfici e complementi.
Le tendenze 2026 lavorano su palette materiche, linee essenziali e soluzioni smart che elevano comfort, durabilità ed espressività. Scopriamole meglio.
Colori: neutri sofisticati e matericità
Il 2026 conferma la centralità delle palette neutre, capaci di fondersi con ambienti minimal, Japandi e soft modern:
- grigi caldi e greige;
- tonalità sabbia, argilla e taupe;
- verdi desaturati (salvia, foglia, eucalipto);
- blu profondi e petrolio.
Accanto a questi, crescono finiture opache e vellutate, capaci di enfatizzare connotazioni materiche simili a pietra, metallo ossidato o terre naturali. A influenzare l’immaginario cromatico è anche il Colore dell’Anno di Pantone, con cui si allineano moodboard e progetti nel mondo del design. Negli ultimi anni Pantone ha premiato toni più tattili e soft, segnando una tendenza più ampia verso nuance calde e accoglienti che dialogano bene con legni chiari, pietre nude e metalli satinati.
Anche per le porte d’ingresso questa direzione si traduce in palette calde, materiche e desaturate come beige, sabbia, argilla, caramello spento e verdi naturali. Il nero opaco resta invece un evergreen contemporaneo, soprattutto in progetti moderni e contesti urban.
Materiali: tra performance e sensorialità
La ricerca sui materiali unisce tecnologia, durabilità e percezione sensoriale. Crescono soluzioni che mettono in dialogo superfici tecniche e texture materiche, con un’attenzione particolare a tattilità e profondità visiva.
Tra i materiali più richiesti troviamo:
- metalli spazzolati e anodizzati;
- alluminio ad alta efficienza;
- vetro strutturato o satinato;
- legni termotrattati e naturali;
- compositi e polimeri per isolamento termico/acustico;
- finiture materiche (stone-look, cemento, microcemento);
- ossidazioni metalliche e metalli scuri (ferro, bronzo, ottone brunito).
Le finiture materiche e il cemento/microcemento richiamano i linguaggi del minimal contemporaneo e del soft brutalism, portando sulla porta d’ingresso lo stesso vocabolario che troviamo oggi nelle cucine, nei top, nei rivestimenti e nelle superfici tecniche del living.
Forme e geometrie: essenzialità e proporzioni
Il linguaggio delle forme punta su linee essenziali, telai minimi e proporzioni studiate. Si diffondono:
- porte a filo muro;
- ante oversize;
- geometrie verticali per slanciare;
- tagli orizzontali per allargare;
- inserti metallici o vetrati come segni grafici;
- assenza di cornici per un effetto architettonico continuo.
Le porte pivot o a bilico sono sempre più richieste per il loro gesto scenografico, soprattutto in contesti residenziali contemporanei.
Tecnologia: smart access e sicurezza invisibile
Sul fronte tecnologico la porta d’ingresso diventa un vero e proprio dispositivo connesso. Le nuove soluzioni integrano serrature biometriche, smart lock gestibili via app o NFC, videocitofonia intelligente e sistemi di monitoraggio da remoto, spesso completati da sensori anti-intrusione e da un primo livello di controllo vocale. La sicurezza non è più esibita ma invisibile e intelligente, mentre le prestazioni termiche e acustiche assumono un ruolo chiave nelle abitazioni ad alta efficienza e nelle ristrutturazioni energetiche.
Come abbiamo visto, le tendenze attuali stanno trasformando la porta d’ingresso sempre più in un vero elemento di progetto. Il risultato è una porta d’ingresso che non separa ma connette interno/esterno, estetica/funzione e artigianato/tecnologia. Un elemento tecnico che diventa linguaggio architettonico e un segno che introduce l’identità dello spazio domestico.










